14 dic 2018

L'Iren Fixi e la sindaca Appendino hanno augurato buon Natale ai giovani detenuti


Nella mattinata di ieri la sindaca della Città di Torino, Chiara 
Appendino, si è recata presso l’istituto penitenziario minorile 
«Ferrante Aporti» per la consueta visita che, ogni anno, la porta lì ad 
augurare buon Natale a tutti i giovani detenuti. Quest’anno in compagnia 
della sindaca non c’erano altre istituzioni o personaggi del panorama 
politico sabaudo, stavolta con la prima cittadina torinese c’è stata la 
squadra di pallacanestro femminile più importante del Piemonte, l’Iren 
Fixi Torino, società militante nel campionato di Serie A1. Oltre alle 
atlete erano presenti anche l’head coach Massimo Riga, il presidente 
Giovanni Garrone ed il general manager Mario Soriente. «Ogni anno 
l’amministrazione comunale della città di Torino si reca al Ferrante 
Aporti per gli auguri di Natale. Stavolta abbiamo voluto coinvolgere 
l’Iren Fixi Pallacanestro Torino, che si è aggregata senza esitare a 
quest’iniziativa che ormai bisogna definire come congiunta, visti i 
rapporti di vicinanza che ci sono con il basket femminile torinese, in 
particolare proprio col sodalizio marchiato Iren Fixi. Abbiamo quindi 
intenzione di creare un rapporto di vicinanza anche con questi ragazzi 
in difficoltà appassionandoli al basket. I detenuti hanno bisogno di 
stimoli, di imparare i valori sani, quindi lo sport è il mezzo più 
adatto per trasmettere competizione, rispetto, sacrificio, voglia di far 
squadra. L’auspicio è quindi quello di agevolare il loro graduale 
reintegro» così la sindaca ha commentato la lodevole iniziativa. Le 
cestiste biancostellate hanno quindi incontrato in palestra circa una 
quarantina di ragazzi, hanno risposto alle loro domande, alle loro 
curiosità. A dividere le atlete dai detenuti non c’era nessuna sbarra e, 
dopo una piacevole chiacchierata, le giocatrici si sono suddivise in due 
gruppetti e mischiandosi ad alcuni detenuti hanno giocato a 
pallacanestro. Alla fine di una serie di partitelle, le pantere hanno 
regalato un pallone, in ricordo di questa giornata unica. «Oggi le 
ragazze hanno vissuto una giornata particolare, dalle forti emozioni. 
Tutti insieme abbiamo imparato tanto oggi, siamo stati d’esempio per 
questi ragazzi così giovani che, a loro volta, ci hanno dato tanto. 
Personalmente è stata la prima esperienza in un penitenziario giovanile 
e per quest’opportunità ringrazio di cuore la sindaca e la mia società» 
queste le parole di coach Riga. Anche la capitana, Ilaria Milazzo, ha 
mostrato grande entusiasmo per quanto fatto: «Prima di entrare, qualcuna 
di noi era un po’ intimorita, poi appena i nostri sguardi si sono 
incrociati con quelli dei ragazzi detenuti è tutto cambiato. Nei loro 
occhi ho visto tanta sofferenza, erano occhi vogliosi di sorrisi, di un 
momento che potesse allontanarli dall’idea di essere dentro un carcere. 
Ci siamo sentite subito vicine alle loro necessità, siamo state bene. 
Ora tutte siamo consce d’essere state molto fortunate nella nostra vita 
e vorremmo, col cuore, che iniziassero ad essere felici anche loro il 
prima possibile». Soddisfatto anche il presidente del sodalizio 
femminile torinese, Giovanni Garrone: «All’invito della sindaca abbiamo 
subito detto di sì. Oggi abbiamo imparato tutti molto da 
quest’esperienza unica. Siamo stati la prima squadra di pallacanestro 
femminile ad aver varcato i cancelli di un penitenziario giovanile. 
Abbiamo vissuto un qualcosa di indescrivibile, che indubbiamente ci ha 
cambiato in positivo. Siamo usciti senza dir loro buon Natale, perché 
abbiamo intenzione di tornarci prestissimo».

L'Iren Fixi pioniera di questa iniziativa

Fino all’11 dicembre 2018 nessuna squadra cestistica femminile si era 
recata a visitare un penitenziario. L’Iren Fixi Pallacanestro Torino, 
sotto l’invito di Chiara Appendino, si è quindi fatta pioniera di 
quest’iniziativa volta a dare conforto ed allietare, seppur per poco 
meno di un paio d’ore, la permanenza dei giovani detenuti. L’umanità, la 
dolcezza, la sensibilità e la voglia di aiutare i più bisognosi che 
albergano nei cuori delle tesserate della Iren Fixi Pallacanestro 
Torino, hanno quindi prevalso sui pregiudizi comuni, sugli stereotipi. 
Lo conferma capitan Ilaria Milazzo: «Nella mia vita ho avuto esperienze 
di volontariato, ma mai in un istituto penitenziario giovanile. In quei 
ragazzi ho visto tanto dolore, tanta sfortuna. Grazie a loro ho capito 
quanto io possa essere grata a Dio ed alla mia famiglia per quanto ho 
ricevuto. Avergli fatto un po’ di compagnia è stato bellissimo, 
emozionante, mi ha fatto stare bene. La nostra squadra, nonostante le 
difficoltà, ha finora sempre sorriso, noi non abbiamo fatto nient’altro 
che trasmettere anche a loro il sorriso assieme ad un po’ di 
spensieratezza. Sarebbe bello poter rifare il tutto qualche altra volta 
per distogliere la loro attenzione del passato burrascoso che hanno 
vissuto». Le atlete torinesi hanno giocato fianco a fianco con ragazzi 
che nella loro giovanissima età sono stati meno fortunati, che non hanno 
avuto la preziosa opportunità di apprendere i valori sani e belli della 
vita. Le giocatrici hanno quindi preso a cuore quest’iniziativa, hanno 
fatto tesoro degli insegnamenti che i detenuti, inconsciamente ed a loro 
volta, hanno saputo trasmettere. Quanto provato mercoledì mattina può 
quindi influire positivamente anche sull’atteggiamento che la squadra 
avrà in futuro sul parquet, in partita. Aiutare i giovani carcerati ad 
essere reintegrati in società è lodevole, è un atto di altruismo 
encomiabile. La pallacanestro femminile torinese avrà quindi dei nuovi 
appassionati.

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